Riva, che passione!
Dopo aver convinto mia sorella Nicoletta a scrivere un post, è con grande soddisfazione che vi annuncio che oggi ospito nel mio blog niente popo’ di meno che Lorenzo, mio fratello!
Quando eravamo piccoli, diversi anni fa, mio padre aveva una casetta “terramare” a Porto Santa Margherita di Caorle, dove passavamo l’estate. Ormeggiato davanti, faceva bella mostra di sè un motoscafo “Riva“, un “Olympic“, per la precisione. Con quel motoscafo abbiamo scorazzato per tutti i corsi d’acqua vicini, facendo sci nautico nelle foci dei fiumi (altri tempi…), e memorabili bagni in mare. L’unica nota dolente era il rientro; infatti il “RIVA” in questione andava lavato bene con acqua dolce e asciugato perfettamente con pelle di daino e questo compito spettava a noi ragazzini perchè, come sosteneva mio padre “faceva parte del divertimento”. In realtà per noi era una gran seccatura che qualche volta, quella barca, ce la faceva proprio detestare.
Passano gli anni, cambiano i divertimenti, ed il motoscafo dell’infanzia finisce nel nostro magazzino sotto un telone.
Finchè, qualche anno fa, decidiamo di affidarlo alla “RAM” di Sarnico per rimetterlo in sesto.
Quando l’ Olympic ritorna è una meraviglia, di nuovo con il mogano e le cromature luccicanti, tanto che decidiamo di utilizzalo per un servizio fotografico pubblicitario per il Bellini fatto da William Fornaciari.
E ancora adesso, quando capita una bella giornata di sole, l’ Olympic è pronto per mollare gli ormeggi e fare una “vasca” sul Canal Grande a Venezia.
Sono maleducata.
Tempo fa sono stata ripresa perché ho detto “piacere” presentandomi ad una signora.
Sono rimasta allibita e piuttosto spaesata, perché ora non so cosa dire quando mi presentano qualcuno.
A dire il vero, da quando so questa regola di Bon Ton, ho notato che lo dicono quasi tutti, italiani e stranieri ed io mi ritrovo spesso mano nella mano con uno sconosciuto senza saper se rispondere maleducatamente “piacere” o se star ancor più maleducatamente zitta.
La soluzione? Mi sono comprata “Il Nuovo Bon Ton” di Lina Sotis. Durante una vacanza in barca a vela mi sono letta per curiosità questo libro per cercare di capire come si dovrebbero comportare le persone educate.
La cosa divertente è stata che mentre lo leggevo, riprendevo in continuazione i miei compagni di crociera per i loro comportamenti (in barca a vela non avevano ovviamente la minima voglia di stare composti come fossero ad una cena di gala) ed ho rischiato di finire in acqua più volte.
Vi cito alcune “Cose da non fare mai” secondo la signora Sotis:
“dire “piacere” quando uno si presenta o viene presentato” (hai, beccata!)
“abusare di parole straniere. Fa piccolo arrivista all’attacco” (sono d’accordo, non le sopporto nemmeno io quindi devo iniziare a tradurre le parole facebook, flickr, social media e geek in italiano)
“a tavola si può parlare di tutto, una sola cosa non si deve mai dire “Buon appetito” (sì ma lo fanno l’80% delle persone che conosco – e non sono zoticoni – perciò se non rispondessi sarebbe peggio)
dire “salute” allo starnuto del vicino (ha un suo perché…)
“Leopardato: vestito, divano, tovaglia o lenzuolo è da abbinare a silicone, capelli rosso carota, pelli bisunte e labbra lucide ben disegnate da un contorno marrone scuro. La signora così agghindata non passa l’estate. Si rifà il tagliando, in clinica, fino al prossimo leopardo” (come mi ricorda qualcuno…)
Ho cercato di mettere in pratica alcuni consigli di Lina Sotis nella vita di tutti i giorni ma quando ho letto “cin cin è un’espressione da dimenticare, soprattutto durante i brindisi” ho capito che probabilmente per me non c’è alcuna speranza.
Adoro brindare, è un gesto liberatorio e non ne posso fare a meno. Mi piace guardare le persone negli occhi, vederle sorridere, sentire il tintinnio dei bicchieri e capire che attorno a me in quel momento sono tutti felici.
Il brindisi è allegria, festa, gioia! Resto maleducata, perdonatemi se potete.
La réclame Canella anni ‘50
Uno dei grandi pregi di mio padre è che dal 1947, quando è nata l’azienda, ha sempre conservato tutto: premi, diplomi, foto, attestati, ritagli di giornale, ecc., infatti, nonostante io lavori in azienda da molti anni, riesce sempre a sorprendermi con qualche “chicca” mai vista prima.
Oggi ad esempio mi ha sfoggiato, con la massima naturalezza, questa foto che mi ha addirittura fatto emozionare. E’ stata scattata a Tarvisio, al confine con l’Austria, nei primi anni ’50.
Il cartello dice: “prima di lasciare l’Italia si preoccupi di “fare il pieno” di vino Canella, Oscar del vino”.
Già in quegli anni, i turisti austriaci e tedeschi frequentavano le nostre spiagge (Jesolo, Lignano e Bibione ecc.) e durante le calde estati italiane, si rinfrescavano degustando i nostri vini. Al loro ritorno a casa, aiutati anche da questo convincente cartello pubblicitario, (o per meglio dire, dalla réclame), facevano “il pieno” di vino per poter rivivere durante l’inverno “un sorso” della loro vacanza.
Eccomi! Dopo una settimana trascorsa a Mykonos senza Wi Fi ho riscoperto il gusto di rimanere “sconnessa” per un po’. Ho fatto bagni, passeggiate, chiacchiere con le mie adorate amiche del collegio e mi sono goduta il tramonto bevendomi un Bellini senza collegarmi mai ai Social Media. Una sensazione strana ma rilassante.
Ora che sono tornata però, apprezzo il fatto di essere aggiornata in tempo reale su ciò che accade tramite Facebook, Twitter ed i blog, di poter googlare, di controllare la mailbox, insomma, di ritornare alla mia realtà quotidiana online.
Domani, in occasione del VeneziaCamp 2010 parteciperò al mio primo Girl Geek Dinner e devo ammettere che sono molto emozionata.
Ho iniziato ad essere così appassionata di tecnologia e web da poco più di un anno, ho il mio blog e l’idea di conoscere finalmente persone che non mi guardano come fossi un’aliena quando parlo di blog, Twitter o Flickr mi rende felice. Queste ragazze parlano la mia lingua, queste ragazze sono geek!
Ovviamente non mancherà il Bellini in bottigliette da 20 cl per tutte le partecipanti. L’ho portato in Grecia, non può certo mancare a Venezia!
Torno subito…
Su “suggerimento” di Pablo Neruda che in “Chi muore (Ode alla Vita)” scrive: “Lentamente muore chi non legge, chi non viaggia, chi non ascolta musica…”, mi compro un libro, metto le cuffiette dell’ iPod e vado a farmi un piccolo viaggio. Non posso mica contraddirlo!
Per qualche giorno probabilmente non riuscirò a connettermi ma voi scrivetemi ugualmente mi raccomando! Non appena troverò un Wi Fi vi risponderò. Ciao!
Com’è nato il pescheto del Bellini?
Tutto è nato quando Lorenzo, mio fratello, è andato in vacanza in Sudafrica con Carola, sua moglie.
Carola, che ora è una nota blogger di cucina (non perdetevi le sue favolose ricette!), nel suo blog “la casetta delle pesche” descrive così questa nuova “avventura”:
“L’idea è nata all’improvviso, quando, dopo aver visitato la cantina della tenuta Warwick a Stellenbosch e degustato i vini da loro prodotti, siamo stati ospitati da Norma Ratcliff, titolare della azienda, nella sua casa, con la cordialità e la simpatia riservata agli amici di sempre.. Fantastico!! la sensazione di sentirsi in famiglia e non l’ospite di turno … così doveva essere anche per i nostri clienti…. Già la stessa sera prendeva forma il progetto per la terra che circonda la nostra casa. Il tempo necessario ad analizzare il terreno, disegnare il progetto per il frutteto e la casetta: in un anno circa sono state piantati gli alberi di pesco. Così è nata la casetta delle pesche, destinata ad ospitare clienti ed amici con la stessa cortesia e familiarità che è stata riservata a noi in quel bellissimo viaggio in Sud Africa.”
E’ andata proprio così: presi dall’entusiasmo di Carola e Lorenzo abbiamo preferito poter controllare la nascita, la maturazione e la raccolta della “Maria Bianca” per il Bellini da vicino, anziché andare a Forlimpopoli dove, fino allora, era concentrata tutta la produzione delle nostre pesche. Diversificando le zone inoltre, abbiamo ridotto il problema “tempesta”; il raccolto della pesca bianca avviene tra metà luglio e inizio agosto e in caso di grandine in Romagna non avremmo potuto imbottigliare il Bellini per un anno intero!
Lorenzo, quando è arrivato il fatidico momento di dover piantare i peschi, ha riunito tutta la famiglia, ci ha consegnato una vanga e dei ridicolissimi zoccoli gialli e in ordine di nascita, iniziando da mio padre fino ad arrivare a Marco, l’ultimo nipotino, ognuno di noi ha piantato una pianta di Maria Bianca per suggellare quel momento. Ora, ogni componente della nostra famiglia ha il proprio pesco e ogni anno facciamo a gara per vedere da quale pianta nasce la pesca più grossa e succosa.
p.s.: sono o non sono stata un genio a mettermi i pantaloni bianchi quel giorno?
thepeachtree.it per iPhone
C’è chi si lamenta sempre del proprio lavoro e chi, come me lo ama.
Sin dall’inizio sono stata baciata dalla fortuna perché ho sempre avuto una solida azienda alle spalle ed un padre che negli anni ’80, quando il commercio del vino era in crisi per colpa dello scandalo del metanolo, ha avuto la splendida idea di imbottigliare il già famoso cocktail Bellini.
E’ proprio lui, il Bellini, il mio grande amore (in senso lato, s’intende), un cocktail da bere con gli amici dopo una dura giornata di lavoro magari davanti ad uno splendido tramonto sul mare o per rinfrescarsi dopo una partita di golf.
Quest’estate assieme a Elena e Giuseppe Ceschelli, i “ragazzi Bellini” campioni di entusiasmo, vi faremo divertire organizzando gare, serate mondane, mostre ecc. tutte con il Bellini come protagonista.
Eccovi alcuni appuntamenti di giugno:
2 giugno a Jesolo: Giuseppe offrirà il Bellini alla “Festa dei Fiori”
5-6 e 12-13 giugno a Roma: internazionali di Beach Tennis con aperitivo Bellini
6 giugno a Mogliano Veneto dalle 10.00 alle 19.00: degustazione durante le gare di “Golf e Gusto” a Villa Condulmer.
7 giugno a Roma: conferenza stampa del Taormina Film Festival con aperitivo Bellini
Dal 10 giugno al 12 luglio a Jesolo: Jesolo Mundial Village un “villaggio” sulla spiaggia di P.zza Brescia con megaschermi per vedere i mondiali di calcio bevendo un Bellini con gli amici
11-12 giugno a Rapallo: il Bellini verrà consegnato a tutti i soci che hanno una barca allo Yacht Club Rapallo
Dal 12 al 18 giugno a Taormina: Taormina Flm Festival con aperitivo Bellini
16 giugno a Duna Verde: evento Bellini al ristorante Maxim al Camping San Francesco
22 giugno a Milano presso Circus Studios: mostra fotografica “Brevi Racconti” con aperitivo Bellini
25 giugno a Jesolo: Bellini Party al Mare Chiaro
Dal 21 al 27 giugno Summer Week End a Porto Cervo con aperitivo Bellini al Phi Beach
Infine, per tutta l’estate troverete il Bellini al Chioscofaro di Jesolo, il mio chiosco preferito, dove a breve organizzeremo un Bellini Party in spiaggia.
Ora capite perché amo il mio lavoro?










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