Com’è nato il pescheto del Bellini?
Tutto è nato quando Lorenzo, mio fratello, è andato in vacanza in Sudafrica con Carola, sua moglie.
Carola, che ora è una nota blogger di cucina (non perdetevi le sue favolose ricette!), nel suo blog “la casetta delle pesche” descrive così questa nuova “avventura”:
“L’idea è nata all’improvviso, quando, dopo aver visitato la cantina della tenuta Warwick a Stellenbosch e degustato i vini da loro prodotti, siamo stati ospitati da Norma Ratcliff, titolare della azienda, nella sua casa, con la cordialità e la simpatia riservata agli amici di sempre.. Fantastico!! la sensazione di sentirsi in famiglia e non l’ospite di turno … così doveva essere anche per i nostri clienti…. Già la stessa sera prendeva forma il progetto per la terra che circonda la nostra casa. Il tempo necessario ad analizzare il terreno, disegnare il progetto per il frutteto e la casetta: in un anno circa sono state piantati gli alberi di pesco. Così è nata la casetta delle pesche, destinata ad ospitare clienti ed amici con la stessa cortesia e familiarità che è stata riservata a noi in quel bellissimo viaggio in Sud Africa.”
E’ andata proprio così: presi dall’entusiasmo di Carola e Lorenzo abbiamo preferito poter controllare la nascita, la maturazione e la raccolta della “Maria Bianca” per il Bellini da vicino, anziché andare a Forlimpopoli dove, fino allora, era concentrata tutta la produzione delle nostre pesche. Diversificando le zone inoltre, abbiamo ridotto il problema “tempesta”; il raccolto della pesca bianca avviene tra metà luglio e inizio agosto e in caso di grandine in Romagna non avremmo potuto imbottigliare il Bellini per un anno intero!
Lorenzo, quando è arrivato il fatidico momento di dover piantare i peschi, ha riunito tutta la famiglia, ci ha consegnato una vanga e dei ridicolissimi zoccoli gialli e in ordine di nascita, iniziando da mio padre fino ad arrivare a Marco, l’ultimo nipotino, ognuno di noi ha piantato una pianta di Maria Bianca per suggellare quel momento. Ora, ogni componente della nostra famiglia ha il proprio pesco e ogni anno facciamo a gara per vedere da quale pianta nasce la pesca più grossa e succosa.
p.s.: sono o non sono stata un genio a mettermi i pantaloni bianchi quel giorno?



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commossa ?! emozionata?! grazie moki…ma insultare così i miei zoccoletti fioriti, prediletti, non dovevi !! un bacio
bellissima storia…
…x quanto riguarda i pantaloni bianchi…molto trendy ma…ghghgh in effetti forse un bel nero si sarebbe conservato meglio!!!
Benvenuta Chef Carola! Tra un mese, quando raccoglieremo le “Maria Bianca” ti chiederò di creare una nuova ricetta a base di pesche per gli “amici del Bellini…sono spudorata?
Hai ragione Mamba, quel giorno Lorenzo ci ha fatto la sorpresa, non immaginavo di dover piantare un pesco
vorrei proprio dire “vattelapesca”…
Un giorno devi spiegarmi come ti vengono Flauta…
questo post sta diventando il mio rifugio segreto: quando ho bisogno di distrarmi mi basta fare un salto qui, e inevitabilmente inizio a ridacchiare da solo osservando quei pantaloni bianchi… Quando arriverà il momento di costruire un Museo Aziendale Canella (spero presto) pretendo che si preveda almeno una teca speciale dove i visitatori possano ammirare il candido indumento
Mi mancavi Francesco!