mag 25 10

Lost

by Monica

Ho iniziato per puro caso nel 2004 a vedere Lost, la serie televisiva statunitense ambientata in un’isola del Pacifico in cui si ritrovano i sopravvissuti all’incidente del volo aereo 815 dell’Oceanic Airlines.

Solitamente i telefilm non mi appassionano e nemmeno la fantascienza ma Lost è diverso, è così misterioso, entusiasmante e commovente che una volta iniziato per me è stato impossibile non seguirlo fino alla fine.

Ieri, alle sei del mattino c’è stato il gran finale, quello che noi appassionati di Lost aspettiamo da 6 lunghi anni. Per chi non l’ha mai visto potrò sembrare quantomeno bizzarra ma milioni di persone come me ieri si sono svegliate all’alba per vedere l’ultima puntata in diretta dall’America. C’è chi addirittura ha passato la notte collegata via computer come Elisabetta (che ha un blog interamente dedicato a Lost) con le sue amiche. Queste ragazze provenienti da tutta Italia, si sono trovate Piacenza ed hanno festeggiato con Dharma torte e Dharma Bellini, insomma tutto squisitamente dedicato a questo grande evento.

Dietro a questa serie tv che ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui un Golden Globe e tre Emmy Awards, ci sono milioni e milioni di persone che attraverso i blog analizzano puntata per puntata, studiano i personaggi e se ne innamorano. In una sola giornata Dark Ufo, uno dei blog più conosciuti dedicato a Lost, ha avuto un milione di lettori, perciò immaginate che eco che c’è stata su facebook, twitter e i vari social media.

Ieri sera alle dieci Fox ha mandato in onda la replica della puntata ma, chi come me ha atteso per anni di scoprire tutti i misteri dell’isola, non ha certamente rischiato di rovinarsi la sorpresa leggendo per caso in Internet i commenti di chi l’ha visto all’alba.

Ieri il mondo di Lost si è spaccato in due: alcuni hanno pianto dalla commozione, altri sono rimasti talmente delusi al punto di affermare “Voglio indietro sei anni della mia vita”.

Io mi sono talmente affezionata ai personaggi che ora sento una sorta di vuoto. Mi mancheranno tutti Jack, Sawyer, Hugo, Kate, John, Sayid, Desmond, Charlie, Claire, Sun, Jin, Ben ecc., persone che vorrei tanto esistessero veramente per poterle conoscere. Grazie Lost!

mag 20 10

Il “mistero della gradazione alcolica”.

by Monica

photo Boby Dimitrov


La buona riuscita di un cocktail dipende principalmente dalla materia prima e dall’abilità del barman nel prepararlo.

Solitamente non amo i superalcolici ma una sera, consigliata da un’amica, ho ordinato un Mojito in uno splendido locale in riva al mare e devo ammettere che l’ho trovato squisito: equilibrato, rinfrescante, profumato e non mi ha dato effetti collaterali.

Memore di questa esperienza positiva, di quell’atmosfera rilassante e del profumo di menta tipico del Mojito che mi ricorda tanto una vacanza a Formentera, l’indomani sono tornata in quel locale con amici ed ho consigliato a tutti di berlo. Probabilmente il barman non era lo stesso o semplicemente stava pensando alla fidanzata mentre lo faceva, comunque, il medesimo Mojito fatto nello stesso posto un giorno dopo, mi ha intontito al punto tale che il ritorno a casa in bicicletta è stato arduo.

Al giorno d’oggi si parla tanto di “bere consapevole”, i locali espongono il tasso alcolometrico ed il  cliente sa quanti gradi ha una birra, un bicchiere di Prosecco o di Bellini ma chi beve un Mojito o anche uno Spritz tanto in voga qui in Veneto, come fa a sapere il loro contenuto alcolico se il barman è libero di farli come vuole?

Queste bevande spesso hanno tanto ghiaccio e sembrano innocenti bibite rinfrescanti ma non ci si accorge di quanto forti siano e di quanto siano rischiose soprattutto per chi si deve mettere alla guida.

…per fortuna ero in bicicletta!

mag 13 10

I divi di Hollywood.

by Monica

Newport beach (CA), 1998.

Tony Ciccarelli, West Coast Sales Manager di Empson U.S.A. e mio fratello Lorenzo, presentano per la prima volta il Bellini ai distributori della California in un motoscafo nella Laguna di Newport Beach.
Sembrano o non sembrano due divi di Hollywood? Questo si che è duro lavoro!
A parte gli scherzi, dopo 12 anni, grazie alla costanza (e al gran sorriso) di Tony e all’impegno del suo staff, i risultati si vedono. Grazie ragazzi!

mag 7 10

Mimosa Arancia Rossa

by Monica

 

Un paio di anni fa, Jim Myerson, il proprietario di Wine Warehouse, il nostro distributore per la California e Mike Conroy, manager di Empson U.S.A., nostro importatore, ci hanno proposto di imbottigliare un nuovo cocktail: il Mimosa Arancia Rossa.

Ci chiedevamo perché avessero scelto proprio l’arancia rossa ma, dopo un sondaggio fatto a Vinitaly, abbiamo scoperto che gli statunitensi, piuttosto esterofili, considerano le arance rosse straniere più pregiate rispetto a quelle gialle che producono copiosamente nelle loro terre.

Per accontentare i nostri amici americani abbiamo analizzato vari tipi di arance rosse. Quelle cilene ad esempio, sono ottime ma hanno un retrogusto molto amaro che non si sposa bene con il Prosecco. Abbiamo quindi optato per quelle catanesi che, oltre ad essere italiane e a provenire da una terra meravigliosa come la Sicilia, a livello mondiale sono le più buone, le più succose e le più adatte alla produzione del nostro cocktail.

Ketty Branca dell’azienda F.lli Branca che si occupa della spremitura delle arance, ci ha aiutato a dosare le tre varietà di arance rosse perfette per il Mimosa: 60% di Tarocco e 30% Sanguinello e 10% Moro. Da un punto di vista organolettico le due varietà più caratteristiche sono Tarocco e Sanguinello, molto fruttate, mentre il Moro ha un gusto ed aroma leggermente amaro ed ha una colorazione bluastra. Questo mix di arance viene successivamente mescolato allo spumante nel nostro stabilimento di San Donà prima di essere imbottigliato e… et voilà, un cocktail fresco e dissetante, già pronto (al giorno d’oggi risparmiare tempo e fatica non è male), ideale come aperitivo, come long-drink estivo e perfetto per il brunch!

mag 1 10

Un Bellini da Oscar

by Monica

E’ la Notte degli Oscar del 1999. Roberto Benigni vince l’Oscar come miglior attore, miglior colonna sonora e miglior film straniero per “La vita è bella”. Non potrò mai dimenticare la scena in cui Sofia Loren annuncia “…and the Oscar goes to Robberto” e Benigni si “tuffa” verso il palco camminando in equilibrio sulle poltrone del Casinò di Los Angeles.

Quella sera, subito dopo la premiazione, Roberto Benigni, fa il primo brindisi alla vittoria con il nostro Bellini.

Mi è sempre stato simpatico!

apr 26 10

I casi della vita.

by Monica

Prima che nascesse il Bellini in bottiglia, non esistevano informazioni relative all’imbottigliamento di cocktail a base di frutta fresca perciò, mio padre, oltre ad apportare molte variazioni in cantina, dovette analizzare quale tipo di pesca sarebbe stato più adatto a questo prodotto innovativo. Fece molti test con diverse varietà di pesche e scoprì che la “Maria Bianca”, grazie al suo colore, alla sua succosità e al suo profumo, sarebbe stata la pesca perfetta per il Bellini.

Dopo più di vent’anni dalla nascita del Bellini Canella, un professore di Arboricoltura Speciale e Coltivazioni Arboree dell’Università di Firenze ci ha chiamato per raccontarci che, dopo aver riconosciuto il sapore della pesca bevendo un Bellini, ha letto nel nostro sito che la pesca contenuta nel cocktail, la Maria Bianca, è esattamente la cultivar (varietà) che aveva creato lui nel 1980 dopo anni e anni di studi.

Per noi è stata una grandissima sorpresa scoprire dopo così tanto tempo chi ha inventato il frutto che ha portato al successo il nostro aperitivo ma sapete qual è la cosa veramente incredibile? Questo famoso professore si chiama per puro caso Elvio Bellini…non solo, ha scritto un libro, “Il Pesco”, con un certo prof. Carlo Cannella!

apr 19 10

Il tappo che non sa di tappo!

by Monica


Dopo 63 anni trascorsi alla ricerca del tappo perfetto, siamo finalmente riusciti a trovarne uno ecologico, di sughero naturale, che elimina il problema del sentore di tappo grazie ad una barriera di silicone purissimo inerte che si frappone tra il sughero e il vino. Questa pellicola trasparente non è applicata con adesivi ma integrata fra le cellule stesse del sughero.

Il silicone (silicio) è lo stesso materiale con il quale si fabbrica il vetro e le protesi per il corpo umano perciò è inerte, privo di qualsiasi possibilità di cessioni, reazioni, deterioramenti ecc, non interviene chimicamente e non intacca la natura del vino pur bloccando le molecole che causano il sapore di tappo.

La sfida è vinta, d’ora in poi, grazie a questo tappo che abbiamo ora in esclusiva, nessun prodotto Canella potrà sapere di tappo.

apr 14 10

Vinitaly 2010

by Monica

Ora possiamo rilassarci. Vinitaly o “il Vinitaly” come lo chiamiamo noi veneti che amiamo aggiungere articoli ovunque, è terminato ed ora tiriamo le fila di un intero anno di lavoro. Esponiamo sin dalla prima edizione, 44 anni, fa quando mio padre seduto in un piccolo stand di legno, prendeva gli ordini e concedeva il tanto ambito “sconto fiera”. I tempi sono decisamente cambiati. Vinitaly ora è una vera e propria “vetrina” alla quale è difficile rinunciare. Ogni anno ci lamentiamo per la disorganizzazione e per il costo spropositato degli spazi espositivi ma dopo 44 anni ormai facciamo parte dell’arredamento e abbandonare la nostra postazione farebbe perdere ai nostri clienti le loro certezze. Io partecipo da solo (?) 19 anni ma certe cose non cambiano mai (una sorta di “Corsi e Ricorsi Storici” del Vinitaly): ogni anno si presenta allo stand un signore con il papillon e i baffi e chiede in regalo una bottiglia spacciandosi per giornalista e dicendo che deve brindare con non si sa bene con quale V.I.P; viene a trovarci Renato Vettorato, il fotografo superenergico che capita sempre nel momento giusto (ad esempio quando è venuto a trovarci allo stand il Ministro Luca Zaia); ogni anno alle 9.30 del mattino arrivano puntualmente i nostri adorati importatori americani/canadesi per una degustazione di tutti i nostri prodotti (sì, avete capito bene, iniziamo a bere alle 9.30!). Passare “dai Canella” è diventata una sorta di rito per i nostri allegri grossisti italiani, per i nostri bellissimi importatori (belli davvero!), per i clienti della Grande Distribuzione e per i nostri amici più cari. Partecipare a Vinitaly sinceramente richiede un copioso dispendio di energie ma l’ultimo giorno, non essendo abituata a vedere i nostri clienti durante l’anno (ad eccezione degli incontri nel web naturalmente!) lasciare lo stand e quest’aria di festa che c’è sempre lì da noi mi ha messo un po’ di malinconia. All’anno prossimo amici!